27 Novembre 2025: inaugurata la sala operatoria
“Kwa sababu maisha hayana mwisho…Perché la Vita non abbia fine”
Così recita la targa in memoria di Piermario Tenconi apposta ad aprile 2025 sul muro della sala operatoria di Changarawe. Dopo un lungo percorso per ottenere le certificazioni e i permessi governativi, il 27 novembre 2025 a Changarawe è venuto alla luce il primo bambino nato con taglio cesareo.
Sister Flora Mwinami, responsabile sanitaria del centro di salute con l’assistenza anestesiologica di Sister Hedwiga, ha eseguito la prima procedura chirurgica consentendo a una giovane mamma masai di partorire il suo primogenito in sicurezza, senza necessità di affrontare un lungo viaggio in autobus verso l’ospedale distrettuale di Iringa. Tra sorrisi e pianti di gioia di mamma, parenti e personale, il piccolo Simon ha dato il suo primo grido, annunciando che la Vita è più forte di tutto, anche là …all’ultimo miglio..
Anche nel torrido della savana dove a volte le cose più piccole sembrano impossibili, la determinazione, la passione e il desiderio di molti possono raggiungere grandi risultati.
In poche settimane sono stati eseguiti già dieci tagli cesarei, tutti senza nessuna complicanza.
Perchè una sala operatoria a Changarawe
Il progetto prioritario attuale è la costruzione e la messa in funzione della sala operatoria.
Ci si potrà domandare perché si ritiene necessario realizzare proprio lì, nell’ultimo miglio, una struttura che richiede, ora, spese per le opere strutturali e di equipaggiamento e, in futuro, continuerà a richiedere supporto per la manutenzione della struttura e delle apparecchiature medicali, nonché i costi relativi al materiale di consumo e al mantenimento del personale dedicato.
Per rispondere a tale domanda, bastano alcuni numeri: Changarawe – Migoli è una circoscrizione mista della Tanzania centrale situata nel distretto rurale di Iringa, in una zona arida e con scarse risorse economiche con una popolazione globale di circa 18.000 persone. L’ultima rilevazione dell’Organizzazione Mondiale della sanità del 2023 conta 0,01 medici per 1000 abitanti e 0,24 personale infermieristico e ostetrico per 1000 abitanti.
Come pubblicato nel primo rapporto congiunto ENAP-EPMM “Improving maternal and newborn health and survival and reducing stillbirth” redatto dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e pubblicato a maggio 2023, ogni anno nel mondo muoiono 4,5 milioni di donne e neonati per cause che potrebbero essere prevenute e condizioni che potrebbero essere curate con un’assistenza sanitaria adeguata: le morti materne sono pari a 0,29 milioni, i nati morti (di 28 o più settimane di gestazione) sono 1,9 milioni e i neonati morti (entro 28 giorni dalla nascita) corrispondono a 2,3 milioni. La Tanzania rientra nei primi dieci Paesi al mondo ad avere i più alti indici di mortalità materno-infantile (60% della mortalità materno-neonatale complessiva ovvero morti materne, nati morti e neonati morti).
In ultimo, ma non trascurabile, Changarawe è situata in un’area rurale a metà strada tra la capitale Dodoma (circa 3 ore di autobus) e la capitale distrettuale Iringa (a circa 2 ore di autobus) con collegamenti poco frequenti.
La sala operatoria sul crocevia tra Dodoma e Iringa rappresenta dunque una opportunità per offrire cure tempestive e indispensabili in quei casi in cui il tempo fa la differenza tra la vita e la morte: eventi traumatici legati ad una strada ad alta velocità di percorrenza, mezzi superati e poco sicuri; emorragie post-partum trattabili solo con una isterectomia urgente; travaglio prolungato, sofferenza fetale o posizioni anomale del bambino per i quali si renda necessario un taglio cesareo urgente.
La sala operatoria sarà intitolata a Piermario Tenconi, semplice marito e padre, uomo meraviglioso, ricordato per la sua generosità e attenzione agli altri, improvvisamente scomparso a 51 anni: una delle tre figlie, Silvia, chirurgo, co-fondatore della OdV, ha investito alcuni risparmi ricevuti proprio del papà per iniziare i lavori della sala operatoria, realizzando un profondo desiderio di Piermario, ovvero recarsi in Africa e vivere parte del suo tempo lì. Tutta la famiglia e gli amici di Piermario partecipano alla realizzazione del progetto, qualcuno anche andando personalmente a Migoli, qualcuno con contributi economici, chi con azioni divulgative ed informative. Importante contributo e sostegno iniziativa arriva inoltre dal Gruppo Alpini della Sezione di Albizzate, di cui Piermario era parte: gli Alpini, con vero spirito di appartenenza, hanno sposato il progetto dedicato ad un alpino “andato avanti” troppo presto e lo sostengono con contributi economici annuali e favorendo la divulgazione della mission della OdV.
