Eva, una bambina masai verso la speranza

3–5 minuti

Hatua elfu daima huanza na moja…Mille passi cominciano sempre da uno”

Quale frase più vera per descrivere il desiderio di Eva di tornare a correre con i suoi coetanei, di tornare a camminare senza il bastone anche per raggiungere la scuola a più di due chilometri dalla sua e continuare a studiare.

Il primo passo è stato fatto il 23 Settembre 2025 quando Eva è stata operata e la sua gamba è tornata diritta, seppur con il supporto di una pesante attrezzatura che ancora non le consente di camminare. L’equipe di ortopedici che hanno in carico Eva è soddisfatta dei risultati fino ad ora raggiunti con un buon allungamento della gamba destra che ormai è pari alla sinistra. Tuttavia siamo ancora a metà del percorso: i prossimi mesi serviranno per consolidare il nuovo osso e garantire la tenuta del carico e degli sforzi quando il supporto verrà tolto ed Eva inizierà di nuovo a camminare in libertà.

Questi mesi per Eva non sono stati solo di cure e dolore per le ferite, ma sono stati anche momenti di crescita personale e di incontro: infatti da ottobre Eva frequenta la scuola media di Arcisate, dove è stata accolta con grandissimo entusiasmo; i suoi compagni non le fanno mancare l’amicizia e il sostegno, gli insegnati le dedicano tempo e attenzioni, un generoso gruppo di volontari ogni giorno la accompagna a scuola e la riporta a casa. Nel tempo libero, con altri volontari, prosegue lo studio e la fisioterapia, partecipa agli eventi organizzati dalla scuola e dalla comunità, frequenta gli amici.

In tutto questo Eva è assistita dalla premurosa mamma Estelina che ha imparato a vivere nelle nostre case, a fare la spesa nei nostri mercati ed ora sta imparando a cucire a maglia. Anche Estelina si dedica allo studio dell’italiano con ottimi risultati. Nonostante questo trova sempre il tempo per produrre monili masai, realizzati con perline portate dalla Tanzania. Potete vedere e acquistare i suoi manufatti durante gli eventi della associazione o contattandoci sui nostri social: il ricavato servirà ad Estelina per riparare il tetto della sua casa a Changarawe, spazzato via da una tempesta, e per riprendere l’attività commerciale di vendita di pesce che ha dovuto abbandonare per mancanza di fondi.

Il rientro di Eva ed Estelina in Tanzania è previsto per il mese di giugno.

Ha 11 anni e viene da un piccolo villaggio Masai in Tanzania, Changarawe. Da quando aveva 8 anni, non può camminare: una grave infezione ossea seguita ad un intervento chirurgico le ha causato una severa deformità alla gamba sinistra, piegata di oltre 90 gradi e accorciata di circa 10 cm. Una condizione invalidante, peggiorata dalla prolungata immobilità, che le ha impedito perfino di frequentare la scuola primaria.

Nel novembre 2024, durante una missione a Changarawe, i volontari dell’associazione varesina Amici di Migoli OdV hanno incontrato la bambina e ne hanno ascoltato la storia. Colpiti dal suo disagio ma anche dalla sua determinazione, hanno deciso di aiutarla, avviando un progetto sanitario complesso ma carico di speranza: portarla in Italia per ricevere le cure ortopediche specialistiche impossibili da ottenere in Tanzania.

Un viaggio verso una nuova possibilità

Grazie a una rete solidale che ha coinvolto medici, infermieri, volontari e istituzioni, la piccola è arrivata in Italia insieme alla madre, accompagnata dalla dottoressa Silvia Tenconi e dal dottor Marco Puricelli, volontari dell’associazione. È stata affidata alle cure dell’équipe di ortopedia pediatrica dell’ospedale Del Ponte di Varese, di cui è responsabile il dottor Giacomo Riva, affiancato dai dottori Luca MarciandiFilippo Bernini e dallo stesso dottor Puricelli, quest’ultimo in forza all’Ortopedia e Traumatologia dell’ospedale di Circolo, diretta dal professor Fabio D’Angelo.

L’intervento, durato oltre 4 ore, è stato tanto delicato quanto risolutivo.

«Abbiamo dovuto rimuovere i vecchi mezzi di sintesi, ormai rotti e inglobati nell’osso deformato – racconta il dottor Riva – quindi, tramite osteotomie mirate e innesti ossei, abbiamo corretto l’asse della gamba e applicato un fissatore esterno esapodalico computerizzato per iniziare un progressivo allungamento dell’arto».

Un cammino ancora lungo, ma pieno di speranza

La bambina è stata quindi ricoverata nel reparto di Chirurgia Pediatrica, diretta dal dottor Valerio Gentilino. Le sue condizioni sono buone ma la strada è ancora lunga: presto sarà dimessa, ma saranno necessari mesi di riabilitazione e controlli, affinché il nuovo osso si consolidi e le permetta finalmente di camminare. Durante i mesi di permanenza in Italia, la bimba frequenterà la scuola, grazie alla collaborazione dell’Ufficio Scolastico provinciale. Il fatto che lei parli solo swahili non sarà un grande problema in mezzo ai suoi coetanei: con l’aiuto di educatori e anche di traduttori informatici, potrà socializzare e imparare un po’ di italiano.

Durante tutto il periodo di cura in Italia, sarà l’associazione Amici di Migoli OdV a farsi carico dell’accoglienza, dell’assistenza logistica e delle cure riabilitative.

Articolo originariamente pubblicato su La Prealpina (2 ottobre 2025)

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